La sicurezza digitale del Paese: gli attacchi cyber puntano alle piccole imprese

Il Rapporto Clusit 2023 sulla sicurezza ICT in Italia, partendo da una panoramica degli incidenti di sicurezza più significativi avvenuti a livello globale (Italia inclusa) nel 2022, ha evidenziato come gli attacchi cyber abbiano registrato nel 2022 il valore più elevato di sempre e la maggior percentuale di crescita annua.

Con 2.489 incidenti gravi a livello globale, sono stati 440 gli attacchi in più rispetto al 2021, segnando una crescita annua del 21%.

In Italia è andato a segno il 7,6% degli attacchi globali (contro il 3,4% del 2021). Il punto debole del nostro Paese? Le piccole e le medie imprese.

Ne parlano gli esperti di cybersecurity e vertici delle società del Polo Cyber di Tinexta Group, su La Repubblica nell’articolo di Diego Longhin.

Attacchi cyber puntano alle PMI: i settori più colpiti

Nel 2022 le azioni cyber-criminali si sono intensificate notevolmente verso le Piccole Medie Imprese, considerate soggetti più vulnerabili in quanto spesso meno attrezzate a fronteggiare le minacce informatiche.

“Le piccole e medie aziende cono collegate alle grandi, a cui forniscono pezzi e di cui detengono dati. Per chi riesce ad entrare dentro la piccola è più facile poi fare il salto nei sistemi del grande gruppo”, ha commentato Marco Ramilli, fondatore e CEO di Yoroi – Tinexta Group, su La Repubblica.

Il settore più colpito in Italia è quello governativo con il 20% degli attacchi, seguito a brevissima distanza dal comparto manifatturiero (19%).

Come si muovono i gruppi di cyber criminali

Nello scenario attuale, i cyber criminali si strutturano in vere e proprie organizzazioni, creando reti alla ricerca di nuovi affiliati con sistemi che prevedono anche un’equa divisione dei proventi degli attacchi e dei riscatti, ha spiegato Pierguido Iezzi, fondatore e CEO di Swascan – Tinexta Group.

Cybersecurity: l’Italia come si può difendere?

Accanto alla progressiva consapevolezza da parte delle aziende rispetto ai rischi informatici, occorrono misure efficaci per rafforzare il livello di cyber-resilienza delle piccole e medie imprese, con un giusto investimento.

Le Pmi hanno affastellato sistemi che non “parlano” tra loro. “Potrebbero essere resi efficienti con interventi di adeguamento”, ha commentato Giorgio Pianesani, Cybersecurity industry&public sector Head of Sales di Corvallis – Tinexta Group.

Dal quadro descritto, si evince in modo chiaro come la sicurezza digitale sia parte integrante e fondamentale della digitalizzazione.

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