Comastri (Tinexta Cyber) al Festival dell'Economia: "Bene strategia nazionale contro attacchi cyber"

Il Gruppo Tinexta è presente in questi giorni al Festival dell’Economia di TrentoIn attesa dell’intervento di domenica pomeriggio nell’ambito del panel Cyber Security, fintech e venti di guerra, Marco Comastri, CEO di Tinexta Cyber – Tinexta Group, parla sulle pagine del Sole 24 Ore di strategia nazionale per la difesa cyber e gap che espone al rischio Pubblica Amministrazione e PMI.

Segui il panel online: https://lnkd.in/eK3BRv-k

Festival dell'Economia, Comastri a Trento

La guerra ibrida che si svolge oltre i nostri occhi

Come noto da diversi mesi e come ripreso recentemente anche dal sottosegretario Franco Gabrielli, è in corso una vera e propria guerra informatica. Una guerra ibrida, della quale vediamo gli scontri quasi quotidianamente negli attacchi dei criminalhacker ad aziende, a siti delle istituzioni e alla stessa Agenzia per la cybersicurezza nazionale.

La Strategia nazionale di Cybersicurezza

La Strategia nazionale di Cybersicurezza 2022-2026, presentata settimana scorsa, indirizza il sistema Paese nella giusta direzione, mettendo nero su bianco obiettivi e azioni per l’implementazione che portano in doverosa evidenza l’approccio strategico e la risposta globale che l’Italia deve sapere dare all’escalation dei rischi digitali, che, sempre presenti, in questo periodo sono resi ancora più evidenti e le cui conseguenze sono sotto gli occhi di tutti.

La Strategia muove un passo importante anche dal punto di vista del rafforzamento della consapevolezza della necessità di sicurezza digitale, a tutti i livelli del tessuto economico e sociale.

La tecnologia made-in-EU per colmare il gap del sistema Paese

C’è un gap ancora ben presente rispetto al rischio cyber, soprattutto in alcuni settori della Pubblica Amministrazione e delle piccole e medie imprese. L’esposizione al rischio non riguarda soltanto le grandi organizzazioni, ma, nelle parole di Comastri,  “ci espone tutti in prima fila”.

Il passo fondamentale per superare questo gap e per garantire la necessaria sovranità digitale è, quindi, lo sviluppo di tecnologia e competenze made-in-EU, conformi e rispondenti a standard e normative definite a livello europeo.